Io e la mia fortuna con i bagagli non abbiamo limiti.
Vi racconto tre episodi, legati a tre voli internazionali avvenuti nell’arco della stessa estate (nel 2018). Percentuale disagio 100%, non ho mancato un appuntamento.

  • Giappone 1.0: volo numero uno in ritardo, corsa folle necessaria per prendere la coincidenza, bagaglio in ritardo di 24 ore, due bellissimi vestiti nuovi in stile Okinawa (diciamo hawaii per capirci meglio). Uno ha degli ananas disegnati sopra e valigia spedita direttamente al mio alloggio. Dopo tutto non è andata nemmeno troppo male.
  • Sri Lanka: volo di ritorno, il mio bagaglio non si presenta all’appuntamento sul nastro. Dove si è cacciato assieme ad altri 80 compagni di viaggio? Dopo qualche ora di indagini il mistero viene risolto: classificati come merce, molti bagagli stati messi in magazzino senza passare dal via. Salvata in corner.
  • Giappone 2.0: volo di ritorno, quattro del mattino, 12 ore di viaggio in corpo, cambio di aeroporto a Parigi. Raggiungo il secondo aeroporto cercando disperatamente su internet se sía possibile abbandonare volontariamente un bagaglio se il check in è chiuso (a quel punto avrei preferito abbandonare per sempre le mie cose che non essere ammessa sul volo). Nonostante il mega ritardo accettano il mio zaino al check in bagagli, ma tutte le mie aspettative di efficienza vengono infrante quando a Bordeaux resto a mani vuote. Il bagaglio ha preso il volo successivo. Nota positiva del racconto: ho aspettato il bagaglio a casa mentre mi facevo una bella doccia.

Ho quasi paura del prossimo viaggio. Se non succedesse qualcosa potrebbe sembrarmi strano.

Ciao Diario, alla prossima!
Silvia


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